Allenare alla resilienza! Le 5 regole per creare una squadra resiliente

di Claudio Saporito – Sales Director di Intoo e Luca Varvelli – Amministratore Delegato Gram (da un confronto tra amici su alcuni testi di Pietro Trabucchi-Psicologo)

Il capo deve essere un buon motivatore se vuole raggiungere i risultati con la sua squadra:

  • deve dare sicurezza, organizzando, decidendo, difendendo la squadra verso l’esterno;
  • deve essere fonte di conoscenza ed informazioni;
  • deve rappresentare un modello di riferimento, con l’esempio, testimoniando le idee che afferma, chiedendo a sé stesso ciò che chiede agli altri;
  • deve essere la fonte del successo, fornendo riconoscimento e gratitudine, sapendo dire una parola semplice, che abbiamo imparato da bambini ma che molti manager dimenticano troppo spesso : GRAZIE !

 

Certo la motivazione esterna può aiutare come ci insegna Al Pacino nello spogliatoio in Ogni maledetta domenica …ma non è tutto; bisogna allenare il nostro team alla resilienza!

Ma come faccio diventare una squadra resiliente?

Maya Angelou, una delle poetesse e scrittrici afroamericane più importanti e amate del Novecento scomparsa 4 anni fa diceva che: le persone dimenticheranno quello che hai detto, non ricorderanno quello che hai fatto ma non scorderanno MAI come le hai fatte sentire.

Impariamo da Ernest Shackleton, un esploratore britannico che nel 1914 fu alla guida della più sfortunata missione navale della storia di Sua Maestà britannica per la conquista del continente antartico. Nonostante lo schiacciamento della sua nave Endurance ad opera del pack e successivo inabissamento, Shackleton riuscì avventurosamente a portare in salvo tutti i membri dell’equipaggio…un gruppo sicuramente resiliente.

Come li selezionò? Con questa inserzione apparsa su un quotidiano dell’epoca:

Si cercano uomini per un viaggio pericoloso, paga minima, freddo tremendo, lunghi mesi di completa oscurità, rischio costante, ritorno in dubbio, onore e riconoscimenti in caso di successo.

Chi di voi (e dei vostri collaboratori) avrebbe risposto a questa ricerca del personale?

La resilienza dei propri collaboratori deve essere aiutata e sostenuta di evitando di azzerare la motivazione preesistente nelle persone e sostenendo l’automotivazione con alcuni consigli.

Le 5 regole per aumentare (o far uscire) la resilienza della nostra squadra possono essere:

  1. Il divertimento: l’automotivazione è legata al piacere farlo sentire competente in qualcosa ed al gioco; farla sentire capace produce piacere e divertimento e questo può spingere ad impegnarsi di più.

La motivazione non è data al pari degli incentivi economici che spesso motivano a breve termine.

  1. Espandere il senso di autoefficacia: si sviluppa attraverso le esperienze di successo e la capacità di vedere gli errori come passi necessari ed inevitabili (che insegnano) per raggiungere l’obiettivo: Edison inventò più di 5.000 lampadine che non funzionarono.

Aumentare la capacità di tenere duro, di sudare e di soffrire. I grandi allenatori sanno benissimo che un calo di concentrazione corrisponde un calo di ritmo, che i momenti di crisi sono correlati alla perdita del focus.

  1. Manuntenere le relazioni: costa meno cambiare la relazione che le persone. Se c’è un buon clima emotivo nel gruppo le persone sopporteranno più facilmente stress e disagi; una persona allegra mette di buon umore gli astanti, una arcigna demotiva.

“Sorridere sempre”, “essere gentili”, “rispondere e trattare in modo cordiale” sono imperativi che hanno guidato e guidano la nostra cultura della vendita da moltissimi anni. Così come una persona di malumore contagia chi gli sta vicino. Il clima emozionale determina da solo il 20% – 30% della prestazione organizzativa. Fare manutenzione delle relazioni consiste nella disponibilità ad investire tempo ed energie verso le persone, quindi bisogna frequentarsi, stare insieme, fare insieme.

Essere contagiosi di passione per quello che facciamo: quando facciamo qualcosa per passione o perché proviamo piacere nel farlo, indipendentemente dal proprio ritorno, siamo di fronte alla motivazione intrinseca. La vera automotivazione non viene abbattuta dalle situazioni.

Farla sentire capace: se passiamo troppo tempo a giudicare gli altri, non avremo più tempo per amarli. Dobbiamo applicare dei comportamenti di sostegno come prestare attenzione, sottolineare i progressi, aspettarsi e valorizzare l’impegno, aspettarsi ed esigere risultati elevati, concedere più informazioni, concedere più spazio per esprimersi. Sentirsi competenti può essere fonte di piacere e di emozioni positive e questo stimola livelli più elevati di impegno. Lasciare la giusta autonomia, creando un modello cui tendere per cui la persona diventi allenatore di se stesso e che utilizzi il capo o l’allenatore solo come consulente (non come la mamma che ti dice cosa fare).

  1. Una comunicazione chiara e trasparente che non favorisca la creazione di fantasmi. Nei gruppi i “non detti”, cioè tutte le interpretazioni e le convinzioni che non vengono esplicitate e sottoposte all’esame di realtà, producono le tossine. Occorre prendersi la responsabilità della comunicazione. Per esempio: le mail senza saluti o con il nome scritto in minuscolo possono creare situazioni esplosive.

Far finta di niente, non affrontare i temi “scottanti”, evitare di parlare di cose potenzialmente fastidiose sono comportamenti molto diffusi

  1. Condividere gli obiettivi: condividere vuol dire invece che tutti sanno esattamente “dove” si è deciso di andare, “come” ci si andrà e “perché”. Occorre dare un significato univoco ai risultati da raggiungere ed alle azioni da intraprendere. E per raggiungere questa situazione bisogna aver prima condiviso i valori e le regole di base. I valori spesso vengono confusi con gli obiettivi: gli obiettivi riguardano il futuro, i valori sono qui ed ora. Gli obiettivi sono i luoghi da raggiungere, i valori sono le direzioni attraverso cui abbiamo deciso di muoverci. I valori rappresentano le modalità di comportamento, il “come” individuato per raggiungere l’obiettivo

L’ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel discorso di saluto disse: nell’uscire dalla crisi abbiamo dimostrato resilienza.

 

2021-04-28T13:44:44+00:00 aprile 22nd, 2021|blog|