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Premio Adico 2018-03-12T09:53:45+00:00

La storia del premio ADICO

ADICO  ha istituito nel 1998 un riconoscimento per premiare i manager protagonisti della migliore “business idea” dei più diversi settori economici  denominato “Premio ADICO”. Nelle 11 edizioni succedutesi negli anni, ADICO ha premiato manager che hanno proposto e realizzato “idee” vincenti e di successo che, a fronte delle differenti possibilità di investimento delle aziende, sono state suddivise nelle categorie “Piccola – Media Impresa” e “Grandi Imprese”. ADICO, inoltre, ha premiato anche manager che, operando all’interno della “pubblica amministrazione”, hanno realizzato “idee” per supportare e migliorare il rapporto dei cittadini con strutture pubbliche locali.

Dopo una attenta selezione delle candidature sulla base delle caratteristiche e del successo ottenuto dai progetti in termini di ricavi, profitto, utilizzo e visibilità, Adico ha sempre consegnato l’ambito riconoscimento durante un evento pubblico che ha consentito ai presenti di entrare in contatto con tutte le realtà finaliste di ogni edizione, offrendo loro la possibilità di un utilissimo scambio di esperienze.

Il primo Premio ADICO, edizione 1998, è stato vinto da Mauro Lovisari per il lavoro svolto presso la AsI di Gardone Valtrompia. In particolare, il premio è stato assegnato per aver portato nella sanità pubblica 3 concetti cardine: la soddisfazione del cliente, la valorizzazione dei collaboratori, la gestione economica dell’impresa seguendo le leggi di mercato.

Il premio della seconda edizione, nel 1999, è stato assegnato ad Edoardo Bulgheroni, presidente della Pallacanestro Varese, che ha applicato una regola comune del marketing facendo sì che uno svantaggio venisse trasformato in opportunità. Infatti, il basket è stato il primo sport italiano a inventare la sponsorizzazione: a Milano, per la prima volta negli anni 50, si è legato il nome di un team a quello di un marchio e, a Varese, la squadra si è chiamata negli anni “Ignis” e “Cagiva”. Nel 1998, a fronte della impossibilità di avere un unico sponsor, è nato un consorzio tra sponsor che ha come obiettivo quello di sostenere la squadra di basket con interventi diretti ed operazioni di merchandising: il nome della squadra è quello della citta “Pallacanestro Varese”  e gli sponsor Cagiva, Lindt, Inda -accessori bagno, Prealpi, Bnl e Omnitel, con 380 milioni a testa, sono stati i primi a credere nel progetto.

Nella terza edizione, quella del 2000, il premio è stato assegnato a Giorgio Santambrogio di Interdis, un gruppo che all’epoca aveva un giro d’affari di 10.500 miliardi di lire e una rete di di 3.662 punti vendita in tutta Italia con diverse insegne tra cui Sidis, Dugan, Superdì, Alvi e Maxi. Obiettivo del progetto è stato portare il gruppo della distribuzione organizzata Interdis a competere con le multinazionali della grande distribuzione, utilizzando come carta vincente è il CRM, customer relationship management, cioè il marketing relazionale con la propria clientela.

Sempre nel 2000 il Premio Adico è stato assegnato anche a Stefano Parisi come manager della pubblica amministrazione per il lavoro svolto dopo essere stato chiamato dal sindaco Albertini, nel 1997, per modernizzare la macchina comunale di Milano.

Giunto alla sua quarta edizione, il premio ha incoronato come marketer dell’anno Roberto Pellegrini di TIM per il progetto “E-volution” una comunità virtuale al servizio degli agenti dei Tim business promoter. Strumento di community management, “E-volution”è andato oltre la semplice piattaforma informativa, rappresentando un mezzo privilegiato di comunicazione per i venditori, grazie al quale la rete di vendita indiretta Tim è divenuta una comunità di persone in grado di condividere cultura, obiettivi e stimoli.

Il premio speciale del 2001 è stato invece assegnato a Bruno Soresina, presidente e amministratore delegato di ATM per aver voluto e realizzato il progetto “ATM point”: 450 metri quadrati di centro informazioni, vendita biglietti e abbonamenti, raccolta di reclami e suggerimenti situato nel mezzanino della stazione Duomo della metropolitana milanese.

Nel 2002 il Premio Adico è andato a Riccardo Francioni, consigliere delegato di Esd Italia e direttore generale A&0-Selex,  che ha guidato Esd Italia (centrale di acquisto e marketing costituita nel 2001 tra Esselunga e Selex Gruppo Commerciale, alla quale in seguito ha aderito anche Agorà Network) nel dare vita, attraverso i suoi partner attuali e futuri, al polo dei distributori italiani indipendenti di qualità, con una massa critica intorno al 18-20% del mercato del largo consumo in Italia, in grado di competere con i grandi gruppi multinazionali presenti nella penisola.

Nello stesso anno, il premio speciale per la pubblica amministrazione è stato assegnato  a Roberto Formigoni, all’epoca presidente della Regione Lombardia.

Michela Barona, amministratore unico di “Le Fablier SPA”, ha vinto il Premio Adico del 2003. Le Fablier è un’azienda che si è trasformata da giovane impresa a forte carattere artigianale a leader del settore dell’arredamento classico e, in un settore privo di marche di riferimento, è riuscita a trasformarsi da semplice produttore a brand. All’interno di Le Fablier, infatti,  non esiste una quotidianità fatta solo di produzione e vendita, ma un vero e proprio mondo fatto di ricerca e di continui rapporti con la cultura, anche architettonica, dei nostri giorni che coinvolge ogni collaboratore.

La settima edizione del premio, nel 2004, ha premiato Paolo Colabucci, direttore vendite della ROBERT BOSCH ITALIA, settore AUTOMOTIVE per il progetto “Let’s build the future” con l’obiettivo di ridefinire il rapporto con i clienti di riferimento, con particolare attenzione ai grandi clienti, per instaurare con loro un rapporto di partnership. Avviato in contemporanea in tutta Europa, il progetto “Let’s build the future” ha visto i migliori risultati, nel minor tempo, proprio in Italia e questo ha dato una grandissima visibilità in Bosch, come organizzazione in grado di creare un modello di eccellenza e di riferimento anche per altre organizzazioni all’interno del Gruppo.

Per il settore della pubblica amministrazione il premio è stato assegnato a Daniela Ori, direttore del progetto “Piano strategico dell’associazione dei comuni del copparese”, in provincia di Ferrara,  un intervento di programmazione partecipata per migliorare la capacità di progettare politiche pubbliche attraverso il coinvolgimento di più Amministrazioni, soggetti pubblici, privati, cittadini, ascoltando e coordinando i bisogni, definendo tempi, obiettivi, azioni comuni da mettere in campo per promuovere lo sviluppo economico, sociale ed ambientale e la qualità di tutto il territorio. Il progetto è nato per volontà dei Sindaci dell’Associazione dei sei Comuni del copparese come conseguenza di un naturale percorso già avviato con la costituzione dell’Associazione intercomunale e delle gestioni associate di alcuni servizi.